I junk foods (cibi spazzatura) limitano l’intelligenza dei bambini
Il ragazzo va male al liceo? Potrebbe dipendere dal tipo di alimentazione che ha ricevuto quando era piccolo, in età prescolare.
L’università di Bristol, in Inghilterra, ha condotto uno studio dal quale risulta che il tipo di alimentzione nei bambini piccoli, in età pre scolare, sia determinante nel costruire il loro cervello, quindi le loro capacità intellettive.
I bambini che nei primi anni di vita consumano junk food (cibo spazzatura) potrebbero non sviluppare correttamente la loro capacità di apprendere e quindi limitare il loro rendimento scolastico negli anni successivi.
Lo studio si basa su una ricerca svolta dall’ Institute of Education, University of London, in collaborazione con l’associazione Children of the 90s in cui si dimostra che i bambini che hanno ricevuto una dieta costituita principalmente da “cibo spazzatura“, all’età di tre anni, hanno fatto meno progressi a scuola tra i sei anni (stage 1), e i dieci anni (stage 2).
La ricerca dimostra che i bambini che mangiano patatine fritte, dolciumi vari, pizzette ecc. prima dei tre anni, a otto si ritrovano con un quoziente intellettivo inferiore rispetto ai coetanei che nella prima infanzia sono stati nutriti con pasti preparati in casa, verdure e frutta.
I “Junk” vengono definiti dallo studio: alimenti altamente trasformati o trattati, tipo take-away o pronti al consumo, ossia quei cibi già confezionati dalle industrie alimentari, sempre più presenti nei supermercati, che sono tanto comodi perché, appunto, pronti al consumo, quindi non c’è da lavorare in cucina.
Molte mamme, inoltre, permettono ai loro figli di consumarli anche in casa o addirittura durante i pasti principali in alternativa a piatti preparati in casa.
Questi alimenti sono tutti molto ricchi di grassi, zuccheri e sale, parliamo in pratica di patatine, cracker, pop-corn, pizzette, merendine, dolci e bevande gasate; tutti alimenti arricchiti, per insaporirli, di additivi alimentari.
Lo studio ha dimostrato che il 25 per cento dei bambini che hanno ricevuto questo tipo di alimentazione a tre anni hanno il 10 per cento di probabilità in meno di raggiungere i previsti livelli di miglioramento tra gli stage 1 e 2 visti sopra, rispetto al resto dei bambini.
La dieta dei bambini in età successive, invece, sembra abbia avuto un impatto minore sul loro livello di istruzione scolastica.
Si potrebbe supporre che nelle famiglie in cui viene consumato junk food in abbondanza, i bambini potrebbero essere limitati nel raggiungere i loro obiettivi a scuola, non sia legato quindi solo al reddito basso o alle limitate condizioni abitative.
Tuttavia, la ricerca si basa sui dati dei figli degli anni ’90 (ALSPAC); lo studio ha seguito lo sviluppo di 14.000 bambini fin dalla nascita nel 1991-92. Queste informazioni sono così dettagliate che hanno permesso ai ricercatori di adattare le statistiche per tener conto di questi fattori.
Dallo studio emerge che anche migliorando la qualità dell’alimentazione durante gli anni di scuola, per alcuni bambini potrebbe essere troppo tardi, perché gli effetti nocivi possono essere cronici; i loro effetti persistono nel tempo, indipendentemente dalle ultime modifiche nella dieta.
La coordinatrice dello studio, Dott.ssa Pauline Emmett ha dichiarato che «I bambini che mangiano troppi cibi zuccherati o confezionati non hanno abbastanza vitamine, ciò significa che il loro cervello non può raggiungere il suo livello ottimale. Una sana alimentazione nei primi anni di vita è essenziale perché è il periodo in cui il cervello cresce più rapidamente».
Un saluto.
Adalberto.