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Mensa scolastica – meglio mangiare a scuola o a casa?
Almeno 6 bambini su 10 consumano il pasto di mezzogiorno a scuola.
Cosa ne pensano i genitori della qualità del cibo servito nelle mense scolastiche?
Circa 600 mamme e/o papà, interpellati in merito, hanno dato un giudizio positivo sulla ristorazione scolastica e si fidano di ciò che viene servito in tavola ai loro figli.
I risultati, secondo un’indagine commissionata da un’azienda che si occupa di soluzioni per migliorare la qualità dei servizi, sono stati presentati durante un convegno sulla ristorazione scolastica che si è tenuta all’università Bicocca di Milano.
L’indagine si riferisce a bambini dai 3 a 10 anni che consumano il pasto di mezzogiorno a scuola.
Ai genitori, attraverso interviste telefoniche, è stato chiesto di dare un giudizio sul servizio mensa della scuola.
Il 60 per cento ha espresso un giudizio positivo, nel senso che ha piena fiducia nella mensa scolastica e di avervi iscritto il proprio figlio senza porsi alcun dubbio.
Degli altri, il 20 per cento dice di aver dovuto iscrivere il figlio alla mensa perché, di fatto, costretto dalle circostanze.
Un altro 20 per cento dice di aver vissuto l’iscrizione alla mensa con mille dubbi e interrogativi.
Del totale, l’80 per cento (quindi anche qualcuno degli scettici o dei “costretti”) rifarebbe la stessa scelta. Il 70, pur essendo soddisfatto non saprebbe a chi rivolgersi per dubbi sulla qualità complessiva dei cibi o sulla composizione dei menu, e il 97 per cento ritiene che il pasto a scuola abbia un importante ruolo educativo per il bambino in quanto, oltre che per nutrirsi è anche una pausa piacevole per la socializzazione.
E’ emerso anche che i bambini preferiscono la pasta alla carne e che pesce e verdura piacciono decisamente di meno.
Questi dati confermano i risultati di un’analoga inchiesta, condotta lo scorso anno su oltre 100mila bambini e ragazzi di scuole materne, elementari e medie in tutta Italia, secondo cui i piatti preferiti sono sempre pizza e pasta in tutte le varianti di gusto, seguiti da pollo e polpette con patate di contorno.
Da ciò ne consegue che, per far mangiare il pesce ai bambini, lo si deve presentare un po’ camuffato sotto forma di bastoncini, mentre verdure e legumi sono accettati sotto forma di passati o di minestre.
Frutta intera o in macedonia risulta essere l’alternativa più gradita.
Ma non tutto sembra filare così liscio, va detto che in molte scuole dislocate un po’ in tutta Italia, molti genitori si sono lamentati della scarsa qualità dei cibi: riguardano soprattutto prodotti surgelati, mozzarelle tedesche e verdure non a km zero né bio che spesso vengono serviti.
In tutto questo c’è però una nota positiva: i pasti serviti a scuola combattono l’obesità infantile in quanto più equilibrati. E’ quanto afferma il mensile Tuttoscuola che ha recentemente messo a confronto la percentuale di bambini che pranza a scuola e quella degli obesi: nel Nord Ovest il 46 per cento dei ragazzi mangia in mensa, di questi il 27 per cento ha problemi di peso.
In Campania, dove c’è la più alta percentuale di bambini obesi, solo il 4 per cento pranza in mensa.
Probabilmente dovremmo chiederci se i cibi che i ragazzi consumano in casa siano davvero equilibrati come apporto di sostanze nutritive necessarie al loro sviluppo.
Un saluto.
Adalberto.
Bambini in movimento per essere in buona salute
Perché è importante per i bambini muoversi, correre, saltare, arrampicarsi andare in bici ecc.? In altre parole, perché è importante tenere in attività tutti i muscoli del loro corpo?
I ricercatori hanno scoperto che soltanto venti minuti di corse, salti, balli, bici o anche il vecchio gioco di spingere una ruota per strada, agisce sul sistema muscolo-scheletrico migliorando la massa muscolare del 75%!
Ci sono tre elementi essenziali di forma fisica ottimale: forza, resistenza e flessibilità.
Abituare i bambini in età prescolare a resistere a una fatica fisica attraverso un gioco attivo o un’attività aerobica li aiuta ad acquisire fiducia in se stessi e ad aumentare i sentimenti di autostima.
L’esercizio fisico fatto con regolarità mantiene il tono dei muscoli, li rafforza e li abitua alla flessibilità. In alcuni esercizi, ad esempio il climbing, vengono sviluppate tutte e tre le componenti: la forza, l’equilibrio la flessibilità.
Gli esercizi più facilmente praticabili dai bambini possono essere:
- Salto della corda. Brucia più calorie al minuto di qualsiasi altro tipo di esercizio aerobico.
- Corsa avanti e indietro. Giocare con il cane in giardino o nel parco (attività utili anche a mamma e papà), salire e scendere e risalire continuamente da un grande scivolo sono ottimi modi per stimolare il cuore.
- Nuoto in piscina. Gli esercizi in acqua aumentano fino a 12 volte la resistenza al movimento, inoltre il nuoto contribuisce ad aumentare la forza fisica.
- Saltare e fare le capriole in un gioco gonfiabile. Oltre che essere molto divertente, è un ottimo modo per mettere in moto ogni muscolo e contribuisce a migliorare equilibrio e coordinamento nei movimenti.
- Climbing. Costruisce forza muscolare, abitua al coordinamento nei movimenti, sviluppa il senso dell’equilibrio, fa acquisire un formidabile senso critico e di valutazione delle proprie capacità.
Tutto questo deve andare di pari passo con un’alimentazione sana e naturale. E’ la scelta giusta in un qualsiasi programma di miglioramento delle prestazioni fisiche sia nei bambini che negli adulti.
Altro elemento importante è abituare i ragazzi fin da piccoli a consumare i pasti in famiglia, a tavola tutti insieme, è un momento di gioia, si ha la piossibilità di conversare e di variare l’alimentazione includendo, molto importante, verdure e frutta, fonti di vitamine.
Un organismo in crescita come quello di un bambino ha bisogno della regolarità dei pasti, di variare ilpiù possibile gli alimenti e di praticare almeno uno sport con regolarità.
Inoltre, noi genitori dovremmo fare in modo di limitare o eliminare, dalla loro alimentazione, titti quei cibi pronti al consumo come snacks, patatine, merendine ecc. ricche di sale, zucchero e grassi, come anche tutte quelle bibite gasate, colorate con i coloranti chimici ed ai vari gusti di frutta, anch’essi ottenuti chimicamente in laboratorio.
Ricerche hanno dimostrato che abitudini alimentari scorrette da piccoli e durante la crescita influiscono da adulti sul consumo di alcool, droga, fumo, e perfino a sul proprio peso corporeo.
In un qualsiasi programma di cambiamento dello stile di vita, iniziare è la parte più difficile, ma se genitori e figli collaborano nel realizzarlo, tutti possono trarne vantaggio.
Oggi sappiamo che non è facile mantenere uno stile di vita salutare ma sappiamo anche che, con poca fatica, possiamo insegnare ai nostri ragazzi l’abitudine ad uno stile di vita più sano, con conseguente minore rischio di sviluppare problemi di salute in età precoce.
Un saluto.
Adalberto.
Costruire la salute da piccoli
Pochi grassi e tante fibre da bambini
per essere adulti in salute
Una corretta alimentazione durante l’infanzia ha effetti positivi su pressione e glicemia da «grandi»
CONFERME
Pochi grassi e tante fibre da bambini
per essere adulti in salute
Una corretta alimentazione durante l’infanzia ha effetti positivi su pressione e glicemia da «grandi»
Mangiar sani da bambini aiuta da adultiMILANO – Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice il proverbio. Ed è vero anche per “costruire” la propria salute da adulti: uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolismha dimostrato infatti che intervenire sull’alimentazione degli adolescenti per insegnare loro a ridurre i grassi e mangiare più cibi ricchi di fibre ha effetti a lungo termine molto importanti. Chi inizia presto a nutrirsi correttamente, una volta cresciuto, si ritrova infatti con la pressione e la glicemia più basse rispetto a chi nei primi anni di vita ha una dieta non adeguata.
STUDIO – La ricerca, condotta presso il Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, ha analizzato 230 donne dai 25 ai 29 anni che nove anni prima, fra i 14 e i 20 anni, avevano partecipato al “Dietary Intervention Study in Children”, una sperimentazione per la quale si era cercato di limitare l’apporto di grassi al di sotto del 28 per cento delle calorie quotidiane aumentando al contempo il consumo di fibre da frutta e verdura. Lo scopo di Joanne Dorgan, la coordinatrice del nuovo studio, è stato capire che effetti avesse avuto nel lungo termine questo intervento “deciso” sulla dieta di un gruppo di adolescenti, misurando a distanza di anni pressione, glicemia e quantità di grasso corporeo accumulato per poi mettere i dati a confronto con quelli delle giovani donne che, nella sperimentazione precedente, avevano costituito il gruppo di controllo.
EFFETTI POSITIVI – «Poche donne avevano elementi tali da far supporre una sindrome metabolica in atto, ma coloro che da giovanissime avevano seguito una dieta a basso contenuto di grassi e alto introito di fibre avevano la pressione e la glicemia a digiuno significativamente più basse rispetto alle “ex-adolescenti” che non erano state indirizzate a un’alimentazione sana – spiega Dorgan –. Questo significa che la dieta durante l’adolescenza può avere effetti consistenti nel lungo termine, con differenze che risultano significative già dopo una decina d’anni, quando si è giovani adulti. Adesso vogliamo capire se i vantaggi di una dieta con pochi grassi e tante fibre si mantengono ancora più a lungo, in età pienamente adulta». Perché un regime con pochi grassi sia tanto salutare è intuibile: la dieta occidentale (a cui si sta avvicinando a grandi passi anche la nostra alimentazione, un tempo sanamente mediterranea), ricca di grassi e cereali raffinati, è ormai riconosciuta come un elemento che predispone allo sviluppo della sindrome metabolica, un “mix” di fattori di rischio che comprende obesità addominale, pressione, trigliceridi e glicemia elevati associati a un basso livello di colesterolo HDL “buono”. «I nostri dati mostrano che per vedere buoni e duraturi risultati basta ridurre il consumo di grassi anche di poco, non in maniera drastica, soprattutto se a questo si associa un buon introito di fibre – osserva la ricercatrice –. L’importante è che le buone abitudini vengano imparate presto, al più tardi durante l’adolescenza o meglio ancora nell’infanzia». Questo perché è molto più difficile cambiare abitudini da adulti: se fin da piccoli impariamo a nutrirci in modo sano poi verrà naturale avere uno stile di vita salutare, e sarà molto più semplice seguire ogni giorno una dieta equilibrata.
Elena Meli
Fonte: Corriere della Sera Salute. 4.12. 2011
Manifesto dei pediatri per un uso sicuro e positivo del web
Il documento della Società Italiana di Pediatria
La proposta
Una grande indagine europea condotta in 25 Paesi nell’ambito del Safer Internet Programme della Commissione Europea ha rilevato che i bambini e gli adolescenti italiani hanno minori competenze digitali rispetto ai loro coetanei europei; che l’accesso a Internet dalle scuole italiane è il più basso in Europa (62% media europea contro 49% italiana) così come il coinvolgimento degli insegnanti nelle attività on-line (65% contro la media europea del 73%).
L’indagine ha rilevato altresì che i bambini cominciano a usare internet sempre prima, spesso senza la supervisione di un adulto, il che rende proprio i più piccoli i soggetti più vulnerabili ai rischi della rete (come contatti con sconosciuti, bullismo, pornografia).
Infine, i genitori italiani, più degli altri censiti dalla ricerca, appaiono poco consapevoli dei rischi che i loro figli possono correre sul web.
Politiche orientate soltanto a limitare l’esposizione ai rischi online sono dannose perché rischiano di acuire il divario digitale, cioè lo svantaggio culturale e sociale creato dalle ridotte capacità, o possibilità, di utilizzazione delle tecnologie dell’informazione.
Occorre invece promuovere usi positivi della rete, fornire ai ragazzi le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontare i rischi. Occorre una “mediazione sociale” nell’uso del Web. La media education deve diventare una priorità dei percorsi formativi della scuola italiana.
Partendo da queste premesse la Società Italiana di Pediatria, da sempre attenta non solo alla salute, ma anche alle tematiche sociali dell’infanzia e dell’adolescenza, si fa promotrice di un “Manifesto” volto a unire tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo del bambino e dell’adolescente verso un uso responsabile e consapevole del Web che massimizzi le opportunità e minimizzi i rischi, a cominciare dalla scuola.
Quest’ultima deve rappresentare il contesto primario per trasformare le pratiche digitali dei bambini e degli adolescenti, ancora troppo svantaggiati rispetto agli altri Paese europei, in competenze con valenza cognitiva e significato culturale.
Tale approccio dovrebbe essere perseguito nell’ottica di ridurre il divario digitale, di prepararli ad un futuro personale e professionale, e di ridurre i rischi associati all’uso del web.
L’applicazione delle tecnologie digitali ai processi educativi potrebbe infatti permettere un significativo potenziamento delle capacità degli studenti, un forte stimolo alla curiosità intellettuale, e un’aumentata capacità verso la collaborazione e il lavoro di gruppo.
La scuola rappresenta inoltre anche il luogo nel quale i genitori possono avere quel supporto conoscitivo necessario per svolgere pienamente il proprio ruolo nell’era dell’informazione e dell’intrattenimento digitali.
LE PROPOSTE CONCRETE
1 Rendere la Banda Larga disponibile dovunque. Il tasso di penetrazione della banda larga in Italia era nel 2010 del 21.3% della popolazione, contro il 38.2 della Danimarca e una media di 25.7 dei 27 Paesi della UE. Migliorare le infrastrutture per facilitare l’accesso ad Internet nelle scuole ed in qualunque luogo di convivenza sociale è indispensabile per sfruttare appieno il potenziale della rete da parte di tutti i cittadini, ed in particolare dei giovani.
2 Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe. Grazie ad un progetto annunciato dal Governo Italiano nel 2008 sono state diffuse circa 35 mila Lavagne Interattive Multimediali (LIM) in tutta Italia per un totale di 770 mila studenti, pari a una media di soltanto 1 LIM per ogni scuola.
La lavagna interattiva multimediale consente di incrementare la qualità comunicativa dell’insegnamento e dell’apprendimento ed appare una tecnologia di mediazione didattica convincente e sostenibile.
I piani di diffusione svolti e in atto nella scuola pubblica sono però ancora molto lontani e non hanno ancora garantito una sua presenza in ogni aula di lezione e in ogni laboratorio. Gli investimenti devono andare in questa direzione.
3 Integrare i materiali didattici con gli E-BOOK. I dispositivi per la lettura di libri elettronici (eBook reader) e alcuni Tablet hanno ormai prezzi abbastanza accessibili. L’uso di materiali didattici su supporto digitale comporta una riduzione del peso dei materiali, una dimensione ipermediale dei materiali proposti, un accesso dinamico alla rete e un facile aggiornamento ed integrazione dei contenuti.
Per investire in questa direzione è necessario però un coordinamento tra MIUR, case editrici, università e centri di ricerca che realizzi modelli convincenti di libri di testo elettronico.L’uso degli e-book non va inteso come completamente sostitutivo del libro stampato. Pur considerando utile conservare, almeno nella fascia 3-13 anni, l’uso del libro stampato, l’introduzione degli e-book nella scuola permetterebbe di evitare il fenomeno “usa e getta” tipico dei libri di testo tradizionali.
4 Computer, prima lo usi meglio è. Oggi l’età media di utilizzo di Internet in Europa è 7 anni, contro i 10 anni dell’Italia. Un uso precoce della tecnologia orientato a scoprirne e utilizzarne le valenze cognitive e culturali consentirebbe di incrementare lo sfruttamento delle sue potenzialità e di concepire l’uso del computer e del web alla pari di quello di qualunque altro strumento utilizzato durante i processi educativi.
Un uso precoce ma finalizzato in modo esplicito a fini formativi, mediato e tutelato da figure adulte, permetterebbe anche una riduzione dei rischi potenziali e l’induzione ad un uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di tutta la famiglia, come attività sia educativa sia di intrattenimento condiviso.
Ciò avrebbe anche lo scopo di proteggere maggiormente i bambini più piccoli, che oggi appaiono i più vulnerabili ai rischi della rete, perché usano internet per un numero limitato di attività e acquisiscono minore consapevolezza. La SIP chiede quindi un maggior uso del computer sin dalle prime classi elementari.
5 Genitori e insegnanti sui banchi di scuola. Promuovere la formazione degli insegnanti in modo da consentire loro di valorizzare e guidare l’esperienza dei ragazzi nel campo delle tecnologie dell’informazione.
L’obiettivo cui tendere è quello di considerare l’uso di strumenti tecnologici associati al web non come una materia in più ma come un normale strumento di uso quotidiano anche nell’attività didattica. Vanno concepite iniziative che costruiscano competenze d’uso degli strumenti comunicativi in chiave culturale e intellettuale, che mettano gli insegnanti nelle condizioni di valorizzare e potenziare tutte quelle Best Practices che si siano rivelate didatticamente produttive.
Dovrebbe essere inoltre incentivata la possibilità che gli studenti trasferiscano ai propri genitori la loro esperienza di acquisizione attraverso strumenti tecnologici avanzati. Emblematici, a questo proposito, progetti come “Nonni al computer” che si svolgono in molte scuole medie italiane, nei quali i ragazzi insegnano l’uso del computer e del web agli adulti più impacciati.
6 Lezioni videoregistrate. La possibilità di utilizzare la tecnologia per videoregistrare le lezioni in modo da renderle disponibili senza limitazione di tempo per tutti gli studenti che vogliano consultarle al di fuori dell’orario scolastico deve diventare da attività estemporanea scenario costante. Va favorita la diffusione e l’uso di “lezioni modello” condivise sul web da utilizzare come “compito a casa” e sulle quali discutere in classe.
Fonte: Corriere della Sera salute, 19 novembre 2011.
Tuo figlio vivrà a lungo se…
Iniziare a mangiare correttamente fin da piccoli aiuta a prevenire molte malattie.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un aumento esponenziale di malattie come diabete, tumori, problemi cardiovascolari, malattie respiratorie ed altre patologie.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha calcolato che l’86% dei decessi sono dovuti principalmente alle patologie appena citate.
Ovviamente tu, come genitore, desideri che tuo figlio viva la sua vita in buona salute e possibilmente per molti e molti anni; sei il primo responsabile della qualità della sua salute, è necessario quindi educare il/i ragazzi ad una alimentazione corretta fin dalla prima infanzia per poter prevenire, negli anni a venire, l’insorgenza di serie patologie.
I fattori di rischio, da adulti, oltre che nell’alimentazione sono nello stile di vita, fumo di sigaretta, alcool, stress ecc.
Ma qualcosa si può fare, ad esempio prestando un po più di attenzione all’alimentazione; dovremmo limitare (non eliminare) i grassi, consumare legumi, tanti cereali, verdure, ortaggi e frutta di ogni tipo, possibilmente fresca o di stagione, biologica e, di produzione locale (la cosiddetta km 0) o nazionale; solo raramente, per togliersi lo sfizio, si può consumare frutta importata.
La scuola, ma soprattutto le società di catering che forniscono le mense scolastiche, hanno una parte detreminante nella formazione alimentare dei ragazzi.
Insegnare al bambino i principi di una corretta e sana alimentazione può essere fondamentale perchè goda di buona salute da adulto, una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale contribuisce a “costruire” la salute del ragazzo, può evitare di contrarre molte malattie cosiddette moderne ed allontanare il pericolo del sovrappeso e/o di obesità di cui, purtroppo, i nostri ragazzi vantano il primato in Europa.
In Italia esiste un ente affidabile da cui si possono raccogliere informazioni utili allo scopo, è l’INRAN o Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione dove è possibile consultare le Linee Guida per una sana alimentazione e indicano il modo corretto da seguire per la preparazione dei cibi nelle scuole.
Ad esempio, i menù devono essere vari, nel senso che devono essere ruotati nell’arco di almeno 4/5 settimane in linea con il cambio delle stagioni al fine di poter mantenere un equilibrato apporto calorico e che includa la giusta quantità e varietà di verdure e di frutta.
I menù, devono essere preparati sulla base dei LARN per le diverse fasce d’età e devono essere realizzati tenendo conto dei fattori di crescita, di metabolismo e prevenzione dei rischi di obesità precoce molto comuni in chi segue un’alimentazione priva di regole.
Il pranzo, che è il pasto principale e che i ragazzi consumano a scuola, dovrebbe apportare circa il 55% del fabbisogno giornaliero di carboidrati, il 15% di proteine e il 30% di grassi; ma le stesse proporzioni dovrebbero essere mantenute anche a casa.
I cosiddetti “fuoripasto” come patatine, merendine, snacks vari e le super zuccherate e super colorate bibite andrebbero limitati o eliminati del tutto.
I fuoripasto vengono normalmente consumati dai ragazzi durante la pausa di mezza mattina, sarebbe un’ottima regola sostituire quei cibi, peraltro pratici buonissimi, con un frutto o col classico panino imbottito portato da casa.
La bevanda migliore rimane comunque l’acqua, solo in sostituzione della merenda può essere costituita da una spremuta di frutta fresca.
Un saluto.
Adalberto
Informazioni elaborate in base alle indicazioni dei LARN pubblicati sul sito http://www.sinu.it
Come curare 5 disturbi giovanili con l’alimentazione
L’adolescenza è quel periodo dell’età caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello di adulto.
L’organismo è in trasformazione; sulla pelle possono comparire diversi disturbi, i più evidenti sono: acne, scottature solari, herpes labiale, rosacea ed eczema.
Vediamoli uno per uno con i suggerimenti per prevenirli o limitarne la comparsa attraverso l’alimentazione.
Acne: limita il il consumo di cereali, mais, arachidi, uova, soia e latticini, quando possibile eliminali del tutto.
Anche se non ti è stata diagnosticata una intolleranza al glutine, puoi esserlo senza saperlo; sembra infatti che il glutine abbia un ruolo nel provocare l’acne. Il glutine è una proteina presente soprattutto nel grano, nell’orzo e nella segale, questi cereali dovrebbero essere evitati.
L’avena non contiene glutine ma poiché viene stoccata in stabilimenti in cui si conservano altri cereali potrebbe essere contaminata di piccole quantità di glutine. Tieni presente che il glutine può essere aggiunto ad alcuni alimenti come additivo alimentare ad es. gelati, salse e ad alcuni medicinali soprattutto in pastiglie.
Altri alimenti senza glutine sono le patate, il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio, la soia; molti tipi di pesce, la frutta sia fresca che secca, le verdure, i legumi ecc.
Possono aiutare a ridurre la comparsa di acne gli alimenti ricchi di vitamina A come carote, patate dolci, ceci, crostacei e molluschi .
I cibi acidi come pomodori, agrumi e pompelmi possono aggravare l’acne e stimolare l’attività delle ghiandole sebacee.
Scottature solari: il cioccolato fondente è un antiossidante, una tazza di cioccolata al posto del cappuccino o del caffè la mattina aiuta a proteggere dalle scottature solari. Anche il tè, sia verde che nero, contiene antiossidanti, quindi, come il cioccolato fondente aiuta a proteggere la pelle dalle scottature solari.
Le verdure, in particolare i broccoli, sono ben conosciute per la loro proprietà antiossidante quindi anti-sole. I broccoli contengono anche il sulforafano, un antiossidante unico che sembra abbia anche proprietà anti-cancro.
Il pesce in generale ma in particolare il salmone, il tonno, le sardine ecc. contengono gli acidi grassi Omega 3 che contribuiscono a limitare l’infiammazione delle scottature.
Il consumo di frutta e verdure colorate ad alto contenuto di carotenoidi e licopene come carote, radicchio, melone, pomodori, peperoni ecc. aiuta a prevenira o limitare i danni del sole. Consumando questi vegetali inoltre si hanno due benefici: sono un ottima arma contro i danni provocati dal sole e nello stesso tempo servono a ridurre il rischio di cancro della pelle.
Herpes labiale: è causata dal virus herpes (HSV-1) che ha bisogno dell’amminoacido arginina per essere attivato e riprodursi; questo si traduce poi in fastidiose e dolorose vesciche sulle labbra. Un altro aminoacido, la lisina, tende ad impedire che il virus sia in grado di utilizzare l’arginina.
Assumendo alimenti ad alto contenuto di lisina e contemporaneamente a basso contenuto di arginina (cioè un elevato rapporto lisina arginina) si crea un’ottima strategia contro lo svilupparsi dell’erpes. L’alta quantità di lisina rispetto all’arginina può anche limitare la durata e la gravità di un’epidemia di erpes labiale.
I principali cibi ad alto rapporto lisina / arginina sono il latte, le uova, il formaggio, le carni rosse, il pesce, l’avocado, il germe di grano, il lievito di birra e le barbabietole.
I cibi da evitare, perché hanno in proporzione più arginina che lisina, sono il cioccolato, le noci, i semi, il burro di arachidi e le banane.
Rosacea: Qui purtroppo c’è una lunga lista di alimenti che si dovrebbe cercare di evitare: sono i cibi piccanti, il caffè, l’alcool, i limoni, l’avocado, le banane, i fichi, l’uva, le melanzane, i funghi, i fagioli, gli alimenti contenenti nitrati di sodio (salumi, wuster e pancetta), il cioccolato, il parmigiano, alcuni vini rossi, il fegato (in paricolare quello di pollo) e gli spinaci.
Un buon apporto di alimenti probiotici (yogurt e simili) e di acidi grassi essenziali omega 3, 6 e 9 che si trovano nel pesce (in particolare nel salmone), nelle noci, nelle mandorle e nei semi di lino sono utili per limitare i sintomi di Rosacea.
Eczema: In una dieta priva degli acidi grassi essenziali come quelli appena citati si può sviluppare l’eczema.
Per evitare la comparsa di eczemi è importante mantenere la pelle ben idratata, bere molti liquidi ma limitare o evitare alcol e tè che creano un effetto complessivo di disidratazione, che potrebbe tradursi nell’aggravare i sintomi dell’eczema.
Fonte. Tratto da un articolo del Dott. Lyle Back, specialista nelle più moderne tecniche di chirurgia estetica del viso. Membro dell’American Society of Plastic Surgeons (ASPS).New York.
Una dieta sana per migliorare umore e autostima nei bambini
A volte ci chiediamo perché i bambini sono svogliati, immotivati, apprendono poco o male a scuola, dimenticano le nozioni acquisite o semplicemente sono, in generale, infelici.
La dieta è un fattore importante nel comportamento dei nostri figli;
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i suoi effetti si ripercuotono anche sulle emozioni, così come negli adulti.
Noi adulti sappiamo quanto male alcuni cibi possono farci sentire quando li mangiano, e non pensiamo agli effetti che gli stessi cibi possono provocare sui bambini in crescita.
Un bambino dovrebbe essere alimentato con cibi sani, nutrienti, di qualità e possibilmente biologici.
Coloranti, conservanti, additivi alimentari vari, abbondanza di zucchero e di grassi malsani hanno dimostrato, in molti studi scientifici, che possono avere effetti drammatici sul comportamento, sulle emozioni e sulla salute di bambini e ragazzi.
Possono provocare allergie ed altri disturbi, in alcuni casi possono manifestarsi come problemi comportamentali, malessere e perfino malattia.
La “terapia nutrizionale” è considerata un trattamento alternativo nella nostra società industrializzata, la dieta sana dovrebbe invece essere un obiettivo primario per i genitori di oggi ovviamente interessati ad alleviare i problemi dei propri figli.
Instaurare in famiglia l’abitudine a consumare cibi sani per il gusto di farlo e per aiutare il bambino ad essere e a sentirsi al meglio deve essere l’obiettivo di ogni genitore. I bambini sani, specialmente da piccolini, sono felici e sono naturalmente portati ad accettare o rifiutare determinati cibi seguendo un istinto innato, ma crescendo questa caratteristica scompare ed egli scopre gusti nuovi dai quali si lascia conquistare.
L’obesità infantile è diventata un’epidemia nella nostra società moderna. I fast-food sono sempre più frequentati dai giovanissimi. Oltre ai problemi già citati sopra, i bambini in sovrappeso sono spesso vittime di bulli, hanno poca autostima e parlano di se stessi negativamente.
Questo, molto spesso, li porta a mangiare e mangiare troppo per lenire l’insoddisfazione e, in molti casi, si evolve in piena dipendenza da un certo tipo di cibo, cibo bruciato, senza nutrimento o se vogliamo dirla in maniera moderna “junk-food”o cibo spazzatura.
Si viene a creare un circolo vizioso che spesso inizia come un meccanismo innocente, senza che il ragazzo se ne renda conto; le tecniche contro questo sistema non vengono insegnate o sono sconosciute a molti genitori, insegnanti ed educatori.
Analizzando il nostro stato di salute potremmo scoprire che non solo i bambini ma la nostra famiglia intera ha bisogno di iniziare a mangiare sano. Se in famiglia ci si alimenta troppo spesso con cibi tipici da fast-food, cioè si consumano cibi acquistati pronti al supermercato, cucinati da altri o dall’industria alimentare, allora il cambiamento è necessario per la salute e il benessere di tutti.
Il cambiamento non deve essere drastico, ma attraverso piccoli passi.
In primo luogo, tagliare le sode o bibite gasate. Queste bevande costituiscono uno dei peggiori colpevoli nella salute dei ragazzi a causa del troppo zucchero, dei troppi coloranti e delle calorie vuote.
Le sode contribuiscono all’aumento del peso e a mantenerlo. Inizia il cambiamento un po alla volta, a sostituire quelle bevande con acqua. Il corpo ha bisogno di acqua per eliminare le tossine e per mantenersi in salute. Tutti abbiamo sentito dire che si dovrebbero bere 8-10 bicchieri di acqua al giorno, ma come insegnarlo ai nostri ragazzi? Come iniziare ad abituarli?
Se si è in fase di transizione dalla soda all’acqua, per creare una bibita fatta in casa e soddisfare in parte la voglia di soda, puoi iniziare aggiungendo a un litro d’acqua il succo di un limone e poco zucchero oppure un po’ di estratto di vaniglia sempre con poco zucchero; l’alternativa allo zucchero può essere la stevia (dolcificante naturale) acquistabile nei negozi bio o nelle erboristerie.
Consumare i pasti a casa. Apparecchiare la tavola e mangiare insieme con i bambini. Il momento del pasto deve essere una piccola festa; fare in modo che i piccoli assaggino tutto, si abitueranno così a sperimentare nuovi gusti e sapori. Assicurati che non manchino mai le verdure in qualsiasi pasto e qualunque siano gli altri piatti che hai cucinato.
Sedersi a tavola e gustare un pasto in famiglia non è solo un bene per l’unione della famiglia, fa bene per la digestione, per l’umore ed è quasi sempre più nutriente di altri pasti consumati fuori casa.
Verdure e ortaggi non devono mai mancare a tavola. Cimentati con nuove ricette e sperimenta nuove combinazioni di ingredienti. I bambini amano le cose nuove, anche se si stancano facilmente, introduci più volte lo stesso cibo preparato in maniera diversa e a distanza di tempo o combinalo con altri ingredienti fino a che il bambino non si abitua.
Non deve mai prevalere l’idea nel bambino che mangi solo i cibi da lui preferiti; se tende a rifiutare un cibo chiedigli di mangiarne solo pochi bocconi, lo aiuterai ad esplorare nuovi gusti e sapori, oltre a dargli più sostanze nutritive e vitamine che, quasi mai si trovano nei menù imposti dai fast food o negli snacks.
Noi adulti dovremmo incoraggiare i nostri figli a fare scelte alimentari sane, creare in essi una cultura alimentare, ci ringrazieranno quando saranno adulti, perché si sentiranno bene e saranno naturalmente portati verso lo stesso modello di alimentazione, per se stessi e per la loro futura famiglia; si ricorderanno del tuo atteggiamento saggio e delle tue istruzioni in materia di alimentazione.
Nella pausa studio del pomeriggio, insegna ai tuoi ragazzi a consumare frutta, possibilmente di stagione, come spuntino al posto di patatine, merendine, biscotti ecc. buone alternative possono essere anche un gelato, preferibilmente artigianale, sedano e crema di formaggio, popcorn appena fatti in casa, yogurt naturale con pezzetti di frutta o mirtilli freschi e dolcificato con miele; sono spuntini sani e i ragazzi li amano, inoltre possono costare meno di una scatola di biscotti o di un sacchetto di patatine.
In conclusione, ci rendiamo conto che gli alimenti trattati provocano vari disturbi, negli organismi in crescita come quello di bambini e ragazzi instaurano sentimenti di depressione, questo è un motivo in più per la transizione in alimenti genuini naturali.
Mangiare sano fa sentire naturalmente grande un bambino sia perché si confronta coi grandi e poi perché, sentendosi in buona salute, si sente bene con se stesso, quindi con più autostima e fiducia verso la vita stessa.
Nessun genitore è perfetto, ma insegnare ai nostri bambini le basi di un’alimentazione sana è necessario per la loro salute e per il loro benessere da adulti.
Per rendere più divertente e per aiutare i bambini ad accettare un nuovo modo di alimentarsi, coinvolgili in cucina nella preparazione dei cibi. Quando tutti hanno una mano nel piatto, tutti si divertono e mangiano volentieri; mangiar sano diventa così una buona abitudine per la famiglia. Buon appetito!
Un saluto.
Adalberto
Tratto da un articolo di Mellisa Dormoy, ShambalaKids Relaxation CD’s for kids and teens.
Si ritorna a scuola
Energia a volontà per giocare, studiare e crescere!
Le vacanze estive sono terminate, i bambini sono un po’ più grandi, l’estate ha permesso loro di nuotare, pedalare, saltare, correre… e tanti altri divertimenti, molti dei quali all’aria aperta, che per loro vuol dire salute.
Si preparano ora a tornare e trascorrere la maggior parte delle loro giornate a scuola, ma sono impegnati anche in molte altre attività pomeridiane, oltre ai compiti.
Ma c’è molto di più, il loro metabolismo è in continua crescita: i bambini producono oltre un miliardo di nuove cellule al giorno! Non deve sorprendere che abbiano bisogno di una alimentazione adeguata per sostenere tutta l’energia di cui hanno bisogno!
Una dieta adatta al loro fabbisogno favorire la concentrazione, la capacità di memorizzare ed il controllo emotivo, indispensabili per conseguire ottimi risultati scolastici.
Il cervello umano utilizza circa un quinto dell’energia disponibile. Può capitare che la normale alimentazione non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell’intero organismo.
Come molti sanno, far mangiare ai bambini gli alimenti più adatti a loro è più facile a dirsi che a farsi. E, in effetti, molti bambini non assumono il quantitativo di frutta, verdure, cereali integrali, proteine, minerali e vitamine di cui hanno bisogno.
Gli alimenti che aiutano la memoria sono:
- I cereali integrali e il germe di grano;
- le verdure a foglia verde;
- gli ortaggi, in particolare cavoli e cipolle;
- i legumi tra cui le lenticchie, i fagioli, i ceci, la soia ecc.
- le uova e il riso, buona fonte di lecitina.
- le carni rosse;
- i latticini, in particolare lo yogurt;
- i semi, in particolare quelli di sesamo;
- frutti di bosco e frutta secca, ricchi di vitamina B1.
- Saltuariamente possono essere assunte tisane rilassanti, soprattutto a base di melissa e di passiflora.
Sostanze da evitare:
- le sostanze eccitanti, ad esempio la caffeina;
- qualsiasi tipo di alcool anche in piccolissime quantità;
La prima colazione per i bambini è importantissima, dà la giusta carica, dev’essere bilanciata, sostanziosa e nutriente.
Durante lo studio, al fine di mantenere costante il livello di concentrazione, è utile concedersi di tanto in tanto una breve pausa e consumare un piccolo spuntino per ristabilire il tasso di glucosio nel sangue.
In caso di necessità, tuttavia, esistono degli ottimi prodotti che possono integrare il fabbisogno energetico e nutrizionale di uno studente:
- Vita-Squares della GNLD, sono delle caramelle masticabili dal sapore delizioso; ottime anche per gli adulti perché contengono gli elementi nutrizionali più appropriati: lipidi e steroli essenziali, vitamine, minerali, colina e gli elementi traccia che costituiscono le fondamenta della nutrizione del bambino;
- Nutrishake,una bevanda naturale che ha tutte le caratteristiche per diventare un’abitudine irrinunciabile! Facile da preparare, dal sapore estremamente gradevole, fornisce tutta l’energia per affrontare al meglio i lunghi giorni di scuola. Apporta proteine di alta qualità e calcio, per sostenere la crescita e lo sviluppo ottimali.
- All C, sono delle deliziose barrette masticabili, sono un modo semplice e piacevole per far assumere ai bambini la vitamina C di cui hanno bisogno: un potente antiossidante che svolge un ruolo critico per il nostro organismo.
- Germe di grano, integratore di vitamine E, utilissimo anche per gli adulti.
Una corretta alimentazione, integrata da questi prodotti, contribuisce a costruire le fondamenta per una salute che duri tutta la vita!
Un saluto.
Adalberto.
Adolescenti obesi. Un fenomeno preoccupante.
Il sovrappeso di molti adolescenti sarebbe solo un aspetto di un problema più generale: il non riuscire a fare a meno di cibi particolarmente gustosi perché arricchiti, di sostanze stimolanti, fumo, alcol, droghe e perfino gioco d’azzardo, in pratica in questi ragazzi si crea dipendenza.
L’Istituto di Fisiologia del CNR di Pisa ha condotto un’indagine sulle condizioni fisiche di molti ragazzi e ragazze in età di preadolescenza e in adolescenza.
L’indagine rientra nell’ambito dello studio ESPAD “European School Survey Project on Alchool and other Drugs”.
Da questo studio è emerso innanzitutto che i nostri ragazzi sono fra i più obesi d’Europa: Nel nord Italia, il numero di quelli in sovrappeso è intorno al 6 per cento, nel centro sud e nel sud oltre il 17 per cento.
Ma perché questi ragazzi si trovano a vivere questa condizione?
Oltre al cibo, cosa consumano? Come vivono in famiglia? hanno altre “debolezze”?
Sono le stesse domande che si sono chiesti anche i ricercatori.
Per analizzare i comportamenti degli adolescenti, hanno spedito oltre 40mila questionari ad altrettanti ragazzi obesi di entrambi i sessi tra i 15 e i 19 anni di età.
Dall’analisi delle risposte, è emerso il ritratto di adolescenti sofferenti, che in un caso su quattro sono in preda a quella che i ricercatori hanno battezzato “sindrome della dipendenza“.
In questi giovani, l’obesità sarebbe solo un aspetto di una generale tendenza a non poter fare a meno di abbondante cibo, spesso trattato con additivi alimentari che lo rendono particolarmente “buono” ma anche di altre sostanze come fumo, alcol e gioco d’azzardo.
Inoltre,«molti di questi adolescenti fanno uso di allucinogeni, stimolanti, a volte perfino cocaina o eroina, più dei loro coetanei normopeso», spiega Sabrina Molinaro del CNR di Pisa, coordinatrice della ricerca assieme alla collega Francesca Denoth.
«La dipendenza è essa stessa una malattia, indipendentemente dall’oggetto o dalla situazione di cui non si riesce a fare a meno.
Stando ai dati raccolti, alcune dipendenze sembra siano più comuni tra le ragazze, come ad esempio quella dal gioco d’azzardo.
Le differenze fra maschi e femmine sono evidenti attorno ai 15-16 anni, in questo momento di crescita sono soprattutto le ragazze a osservarsi e vedersi obese. Probabilmente dipende dal fatto che i maschi, a quell’età, sono ancora un po’ “bimbi” mentre le femmine sono più consapevoli, non si accettano e patiscono di più la loro non-rispondenza ai modelli di bellezza proposti dalla società» osserva la coordinatrice dello studio.
«I nostri dati, inoltre, confermano che gli adolescenti con problemi di peso passano più tempo degli altri di fronte alla tv e ai videogiochi: i genitori dovrebbero porsi qualche domanda se i figli sono spesso soli a casa, hanno comportamenti insoliti e tendono ad accumulare peso».
Poi, almeno l’80 per cento dei ragazzi obesi con “sindrome da dipendenza” si circonda di amicizie sbagliate, che favoriscono l’uso di droghe; circa il 30 per cento non frequenta regolarmente la scuola, insomma, ragazzi che avrebbero bisogno di una guida o che la famiglia desse loro dei riferimenti precisi.
«Oggi però molte famiglie sono disgregate e, anche se non sono la causa diretta dei comportamenti anomali dei giovani, di certo non aiutano a contenerli», fa notare Gianluigi Conte dell’Istituto di Psichiatria e Psicologia dell’università Cattolica di Roma.
In definitiva questi ragazzi andrebbero guidati, stimolati a parlare, a esporre i loro problemi; i genitori dovrebbero essere i primi a trovare la maniera di intervenire, attraverso il dialogo, poi, se necessario, mettendo in contatto il proprio figlio con altri ragazzi che abbiano già vissuto tale esperienza e ne siano venuti fuori.
Un saluto.
Adalberto.
I junk foods (cibi spazzatura) limitano l’intelligenza dei bambini
Il ragazzo va male al liceo? Potrebbe dipendere dal tipo di alimentazione che ha ricevuto quando era piccolo, in età prescolare.
L’università di Bristol, in Inghilterra, ha condotto uno studio dal quale risulta che il tipo di alimentzione nei bambini piccoli, in età pre scolare, sia determinante nel costruire il loro cervello, quindi le loro capacità intellettive.
I bambini che nei primi anni di vita consumano junk food (cibo spazzatura) potrebbero non sviluppare correttamente la loro capacità di apprendere e quindi limitare il loro rendimento scolastico negli anni successivi. Leggi il resto di questo articolo »